La carriera di Estelle è tutta una sorpresa e un continuo rinnovarsi: dopo un esordio all’insegna dell’hip-hop accolto con clamore nella natia Inghilterra e un secondo album dal sapore neo vintage, con gli artisti afroamericani più interessanti al suo servizio (da Kanye West con il quale ha sbancato le chart grazie alla hit American Boy, passando per John Legend e Sean Paul), ora è il momento della svolta electro dance, ma senza dimenticare le sue radici black.
Spiazzerà i fan della prima ora questa FREAK, prodotta dal lanciatissimo David Guetta che cuce per l’originale cantante un tappeto sonoro di beat martellanti, house ed elettronica, che ne fanno un tormentone da discoteca annunciato. Un mondo, questo del culb duro e puro, che si trova qui a flirtare con aperture in alcuni passaggi della melodia quasi soul e con un fulminante intervento rap di Kardinal Offishal, l’ambasciatore dell’hip hop canadese.
Davvero un ritorno che non ci si aspettava e che, personalmente, non mi convince del tutto. Da un lato è apprezzabile il coraggio di sperimentare: qui Estelle sceglie un sound dannatamente trendy ma lo reinventa decisamente in maniera originale. Dall’altro, però, il riposizionamento improvviso è comunque una mezza furbata. Si ha l’impressione che questo genere non è esattamente la cosa che le riesca meglio e la collocazione precedente, più sofisticata, la valorizzava decisamente di più.
Tuttavia, la signorina non è mai stata una delle tante bamboline usa e getta dell’r&b e questa ennesima svolta potrebbe essere la conferma di un talento davvero multiforme. Deve concederci, però, il tempo di metabolizzarlo.
Website: http://www.estellemusic.com/
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