
A raggiungere il podio nella classifica dei SINGOLI in Inghilterra, ci sono i concorrenti dell’edizione di X Factor attualmente in corso, con il singolo benefico You Are Not Alone (cover di Michael Jackson), mentre sul trono della classifica degli ALBUM debutta Leona Lewis, con il suo secondo lavoro intitolato Echo.
# 1 Album & Song – U.K.
Novembre 22, 2009 di albymen{spotlight} Justin Bieber – One Time
Novembre 21, 2009 di albymen
Si chiama Justin Bieber e ve lo presento nell’angolo spotlight perchè potrebbe diventare un ossessione anche per le ragazzine italiane.
Ma facciamo un passo indietro e dedichiamo due righe a quella che è una favola molto in voga nell’era del web: il giovanissimo cantante posta i video delle sue performance su Youtube (dove si cimenta con i grandi della musica black, del passato e del presente: Usher, Stevie Wonder, Ne-Yo, Michael Jackson e via dicendo), arriva alle orecchie della star dell’r&b Usher, che ne diventa il mentore e lo mette sotto contratto, facendogli ottenere un provino fortunato con Antonio L.A. Reid della Island Records.
Arriviamo così a questo singolo di debutto, intitolato ONE TIME, che è già un tormentone in Canada (dove Justin è nato appena 15 anni fa) e negli Stati Uniti. Il brano vanta la firma del premiato duo Tricky Stewart / The-Dream ed è un innocuo r&b dal sapore pop, perfettamente in linea col sound pià radiofonico americano.
Il ragazzino, poi, è uno di quei giovani mostri che il music biz d’oltreoceano sa produrre alla perfezione: è carino, canta bene, suona la chitarra e si muove sul palco col piglio di un novello Justin Timberlake.
Insomma, se non avete al massimo 16 anni difficile possa ispirarvi simpatia (o scatenarvi reazioni ormonali: rischiereste la galera), ma è apprezzabile come riporti in vita l’appeal di certi progetti teen degli anni ‘90, che erano decisamente meno irritanti di quelli attuali (leggi Tokio Hotel e simili). Buon pop per ragazzine, senza pretese di essere altro.
L’album di debutto, MY WORLD, è d’imminente pubblicazione in America e, se soddisferà le altissime aspettative, potete scommetterci che la conquista del mondo di questo Justin Bieber partirà rapida e inarrestabile. Mamme italiane, io vi ho avvertito.
Website: http://www.justinbiebermusic.com
Susan Boyle – I Dreamed A Dream
Novembre 20, 2009 di albymen
A partire dallo scorso Aprile, Susan Boyle è diventata un caso mediatico senza precedenti. Salita sul palco di Britain’s Got Talent (show inglese alla ricerca di più grandi talenti nascosti del Regno Unito) è stata accolta fra gli sghignazzi, causa il suo aspetto non esattamente da pop star. L’aspirante stella, infatti, è un’imbolsita zitella scozzese, quasi 50 enne, che difficilmente immagineremmo in vetta alle chart fra le patinatissime cantanti degli ultimi decenni.
Le è bastato intonare le prime note di I Dreamed a Dream, però, per lasciare tutti a bocca aperta e meritarsi la standing ovation del temutissimo Simon Cowell. Nel giro di poche ore, il video della sua performance ha fatto il giro del mondo, diventando uno dei più visti di sempre: Susan era diventata una stella. In una manciata di click.
Il delirio mediatico che segue lo abbiamo visto tutti: analisi sociologiche, deliri post femministi, ossessioni voyeristiche da Grande Fratello. Tanto che la povera Boyle finisce pure in ospedale, nel giro di poche settimane, per eccessivo stress.
Ma la favola moderna (che per una volta tanto non vede protagonista una giovane e bella fanciulla) va avanti inarrestabile ed arriviamo così alla pubblicazione dell’attesissimo album d’esordio: I DREAMED A DREAM. 12 tracce, quasi tutte cover, che danno vita ad un lavoro classico, fatto di arrangiamenti orchestrali suntuosi e melodie senza tempo, interpretate con virtuosismo dalla neo star.
La tracklist si apre con Wild Horses (dei Rolling Stone), scelta come prima singolo, per spaziare poi fra brani di matrice religiosa (come How Great Thou Art, Amazing Grace e la natalizia Silent Night) ed evergreen del calibro di Cry Me a River, Daydream Believer e Up to the Mountain.
L’episodio che stupisce di più è You’ll See di Madonna, che accentua le atmosfere drammatiche e teatrali già presenti nella versione originale. Non può mancare, poi, I Dreamed a Dream (dal musical Les Misérables) brano grazie al quale è iniziato il sogno di Susan e l’inedito Who I Was Born to Be che, a sorpresa, si rivela uno dei brani più emozionanti del progetto.
Questo è il cd perfetto da regalare alla mamme a Natale: un tripudio di buoni sentimenti e melodie romantiche cantate alla vecchia maniera. La Boyle, poi, è (quasi) sempre all’altezza della situazione: tradisce qualche ingenuità interpretativa e ha una voce perdutamente da coro ecclesiastico, ma è brava. C’è una spontaneità e una passione nel canto che scatenano subito empatia col suo personaggio. In altre parole, non può non piacere.
I sogni, qualche volta, diventano realtà.
Tracklist: Wild Horses – I Dreamed a Dream – Cry Me a River – How Great Thou Art – You’ll See – Daydream Believer – Up to the Mountain – Amazing Grace – Who I Was Born to Be – Proud – The End of the World – Silent Night
Website: http://www.susanboylemusic.com
# 1 Album & Song – U.S.A.
Novembre 19, 2009 di albymenWhitney Houston in tour anche a Roma!
Novembre 19, 2009 di albymen
Whitney Houston aggiunge una seconda, imperdibile, data in Italia.
Dopo l’annuncio del concerto a Milano, fissato per il 3 MAGGIO 2010 e praticamente già sold-out, la diva replica a Roma, il 4 MAGGIO 2010, al Palalottomatica.
I costi dei biglietti, a breve in vendita, per la data romana saranno:
1° Anello Centrale Numerato Intero 149,50 €, Platea Numerata Intero 138,00 €, 2° Anello Centrale Numerato Intero 126,50 €, 1° – 2° Anello Laterale Numerato Intero 97,75 €, 3° Anello Centrale Numerato Intero 74,75 €, 3° Anello Laterale Numerato Intero 57,50 €.
Trovate la mia recensione del suo album del ritorno I LOOK TO YOU cliccando QUI.
Website: www.whitneyhouston.com
X-Factor 3 – Puntata n° 11 + Damiano – Anima
Novembre 18, 2009 di albymen
Caratteristica di questa undicesima puntata di X-Factor è la presenza di una ricca orchestra ad accompagnare le performance dei concorrenti (invece delle solite basi preregistrate).
L’ospite scelto per aprire le cerimonie è Francesco Renga che presenta il nuovo album Orchestra e Voce: lui è sempre bravo ed è a mio avviso una delle voci maschili più belle della musica italiana. Non aveva una gran voglia di essere lì e si vedeva: come dargli torto del resto…
I miei giudizi sui cantanti, dopo oltre due mesi di talent show sono più che radicati: su tutti svetta Marco e se non vince sarà davvero uno scandalo. Le Yavanna e Giuliano continuano a convincermi così e così, Paola è bravissima, Silver è lì per miracolo.
In ballottaggio vanno Paola e le Yavanna: ad essere eliminata è la prima, danneggiata pesantemente dall’essere l’ultima entrata. Peccato, meritava molto di più.
Merita una parentesi a parte, poi, la presentazione in anteprima del singolo di debutto di Damiano: concorrente di questa edizione (era nella squadra capitanata da Claudia Mori) eliminato poche settimane fa e già pronto ad affacciarsi sul mercato discografico. Il brano si intitola ANIMA e non è musica per le mie orecchie: un mix decantatorio fra Jovanotti, Tricarico e Vasco Rossi. Personalmente lo trovo insopportabile, ma qualche sorpresa potrebbe riservarcela: e se diventasse tormentone radiofonico?
Vi lascio con questo annoso quesito e vi aspetto prossima settimana per la semifinale, con presentazione degli inediti dei concorrenti e sfida all’ultima note per accedere alla finalissima.
Website: www.xfactor.rai.it
Rihanna – Rated R
Novembre 18, 2009 di albymen
Il titolo RATED R è la scelta perfetta come monito agli ascoltatori: la sigla, infatti, sta ad indicare negli Stati Uniti l’equivalente del nostro V.M. 18 anni, solitamente in riferimento a contenuti violenti o pornografici. La lettera R qui, però, sta ad indicare anche l’iniziale della giovanissima Rihanna, che stupisce con un tipo di album (il quarto della sua carriera) che davvero non ti aspetti.
Non c’è più traccia della ragazza acqua e sapone venuta dalle Barbados e lo si capisce già dalla copertina, dove si presenta come una guerriera metropolitana, novella Grace Jones, stilizzando l’iniziale del suo nome con un chiodo appuntito. Via il sex appeal da bambolina r&b, i ritmi dance, i testi spensierati e sensuali.
L’attesa è finita, come canta lei stessa nell’ossessivo buzz single Wait Your Turn e Rihanna è cambiata radicalmente: impossibile non leggere in questa evoluzione i segni del terribile episodio di violenza che l’ha vista coinvolta lo scorso Febbraio (il fidanzato di allora, Chris Brown - anche lui star in ascesa - la picchiò brutalmente alla vigilia dei Grammy Awards e le foto del suo viso tumefatto finirono su tutti i giornali), anche perchè l’album ne è intriso, con riferimenti più o meno diretti.
Russian Roulette (l’ottimo primo singolo, di cui vi ho parlato QUI) testimonia bene le atmosfere di questo lavoro: dark, tese affascinanti in maniera quasi malata. In questa mid-tempo orchestrale, la giovane cantante racconta (con l’aiuto di Ne-Yo, qui co-autore e produttore del brano) di un pericoloso gioco alla roulette russa, dove in palio c’è la vita. Di cuori che battono fuori dal petto e di respiri corti. Ma (anche e soprattutto) della capacità di non fuggire davanti al terrore, ma di affrontarlo a testa alta.
Non c’è traccia di r&b patinato, quando il sound si fa urban lo fa in maniera sporca, quasi underground, come nel secondo estratto Hard (con la partecipazione del rapper Jeezy) e nella danzereccia Rude Boy. O, addirittura, in maniera gangsta come in G4L dove Rihanna canta: “I lick the gun, When I’m done, Cause I know, That revenge is sweet…“.
Sono le suggestioni rock e le chitarre elettriche, però, ad essere in primissimo piano in vari episodi: Rockstar 101 (con la partecipazione di Slash) e l’ottima Fire Bomb, su tutte. C’è poi il brano con Will.i.am, Photographs, che inizia malinconico e quasi acustico per sfociare poi in un beat più alla Black Eyed Peas. Curiosa (anche se decisamente fuori contesto) Te Amo: sembra ripotarci alla prima Rihanna dai sapori caraibici, ma rivela un testo sul tormento di un amore omossessuale non corrisposto.
I brani più emozionanti, sono tutte ballad in cui Rihanna dimostra una crescita vocale sorprendente. Non c’è più traccia del fastidioso timbro nasale che aveva contraddistinto le sue prime produzioni, che ha lasciato spazio ad una voce più calda e in grado di trasudare sentimento vero. Vissuto. Ne sono un esempio l’intensa Stupid In Love, dove canta “I still love you, But I just cant do this, I may be dumb but I’m not stupid“, la sorprendente Cold Case Love, che recita “What you did to me was a crime, Cold Case Love, And I let you reach me one more time…But that’s enough” e The Last Song, che chiude degnamente questo ottimo album.
E’ una crescita che sorprende e spiazza, questa della giovanissima Rihanna. Dispiace che anche un episodio doloroso come il suo rischi di essere trasformato in marketing, ma in questo Rated R la cantante spazza via con una manciata di brani ogni manierismo pop in cui era stata rinchiusa (e con sorprendente success0). Canta di sangue, pistole, violenza, sofferenza ed emozioni crude. Canta l’emergenza di raccontare come anche la vita perfetta di una bambolina possa un giorno prendere una piega inaspettata e la bambolina decida di rinascere amazzone, armata fino ai denti di orgoglio e fierezza.
Forse non piacerà ai fan della prima ora, ma la nuova Rihanna lascia semplicemente a bocca aperta: poteva essere una stellina usa e getta ma ha trovato la sua voce. Ed è sbalorditiva.
Tracklist: Mad House – Wait Your Turn – Hard” (featuring Young Jeezy) – Stupid in Love – Rockstar 101 (featuring Slash) – Russian Roulette – Fire Bomb – Rude Boy – Photographs (featuring will.i.am) – G4L – Te Amo – Cold Case Love – The Last Song
Website: http://rihannanow.com/
Elisa – Heart
Novembre 17, 2009 di albymen
HEART è il nome del nuovo lavoro di Elisa, che arriva dopo ben 5 anni dal suo ultimo album d’inediti (Pearl Days) e dopo 3 dalla fortunatissima raccolta Soundtrack ‘96-’06.
14 brani, di cui un paio in italiano, una cover e due con ospiti illustri, che rappresentano un nuovo punto di partenza per la cantautrice di Monfalcone, pur rimanendo fedele al sound e alle influenze artistiche che hanno caratterizzato la sua lunga carriera.
L’album si apre con la coinvolgente Vortexes, un pop rock sostenuto dove la voce di Elisa regala i primi brividi svettando fra violini e suggestioni elettroniche. Segue l’ottima And All I Need e Anche Se Non Trovi Le Parole, uno dei brani in italiano più riusciti della cantante e sicuro tormentone radiofonico.
L’album prosegue, poi, alternando episodi rock che ci restituiscono una Elisa grintosa, come in This Knot e Your Manifesto (decisamente più riuscita la prima della seconda), ad altri – più numerosi – caratterizati da sound più delicati e sognanti, come Someone To Love e Poems By God.
Fra i brani migliori, l’intensa Mad World, cover dei Tears For Fears (qui riproposta in una versione più vicina a quella presente nella colonna sonora di “Donnie Darko”) che la cantautrice aveva già eseguito nello show Mechanical Dream e l’onirica The Big Dipper, dove Elisa riporta in primo piano l’amore per l’elettronica e le atmosfere alla Björk.
La vetta dell’album è però, senza dubbio, Forgiveness: emozionante duetto con Antony Hegarty (degli Antony and the Johnsons) dove le due voci, così diverse nel loro essere soul, si fondono cantando il grande tema del perdono.
Non tutto funziona in questo album: c’è qualche lungaggine di troppo (sia nella scaletta che nella durata di alcune canzoni, come ad esempio Lisert che resta soffocata dagli oltri 6 minuti di durata), l’orrendo episodio di Ti Vorrei Sollevare (primo singolo con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro di cui vi ho parlato QUI) e il progetto non sembra essere pienamente focalizzato nella sua interezza.
Tuttavia, questo Heart è un album solido e coerente: la conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, delle grandi capacità di Elisa come compositrice ed interprete. Un termine, quello scelto come titolo, davvero azzeccatissimo: qui il cuore c’è davvero. E palpita forte.
Tracklist: Vortexes – And All I Need – Anche Se Non Trovi Le Parole – This Knot – Mad World – Ti Vorrei Sollevare (con Giuliano Sangiorgi) – Your Manifesto – The Big Dipper – Someone To Love – Poems By God – Coincidences – Lisert – Forgiveness (feat. Antony) – Dot In The Universe
Website: http://www.elisatoffoli.com/
Lady GaGa – The Fame Monster
Novembre 16, 2009 di albymen
Quelle che dovevano essere una manciata di nuove canzoni da inserire nel repack del suo album d’esordio, si sono trasformate in un nuovo progetto, intitolato THE FAME MONSTER, dove Lady GaGa esplora il lato più dark della fama e della sua personalità.
E’ una scelta giusta rivendicare autonomia per questi 8 brani perchè rappresentano una crescita ed un’evoluzione nel sound della giovane popostar ed hanno tutti un altissimo potenziale da mega hit. Nessuna traccia esclusa.
Il fedele collaboratore RedOne firma con lei quattro canzoni: il primo singolo Bad Romance (che apre l’EP e di cui vi ho parlato QUI) replica fedelmente la formula delle sue hits (specialmente Poker Face) in un trionfo di suoni elettronici tutti da ballare, un testo sexy che si concede passaggi in francese e un ritornello squisitamente pop che si lascia cantare già dal primo ascolto. Alejandro, invece, è un latin pop travolgente che mixa gli Abba, La Isla Bonita di Madonna e (concedetemelo!) Pedro di Raffaella Carrà: il risultato è un gioiellino camp che farà la gioia dei dancefloor gay da qui all’eternità. L’arrangiamento è semplicemente perfetto ed il suone del violino che svetta fra i sintetizzatori regala un tocco di magia al tutto. Monster si apre con la dichiarazione “Don’t call me GaGa” e si diverte a giocare fra vocoder ossessivi e riferimenti sessuali di gender ambigui: basta la frase “We might’ve fucked not really sure, don’t quite recall, But something tells me that I’ve seen him, yeah” per farne uno dei migliori brani di puttan pop in circolazione. L’ultima track che vede coinvolto RedOne, So Happy I Could Die, spinge i confini ancora più in là, cantando di fantasie sessuali lesbo e lunghe session notturne di measturbazione. La base electro fa il resto: sexy, irresistibile.
Spechless è, invece, la prima vera ballad di Lady GaGa e la vede collaborare con Ron Fair: non immaginatevi qualcosa di troppo patinato o stucchevole. L’approccio è estremamente scarno, voce e pianoforte in prima piano, un sapore british che rieccheggia i Beatles. Il testo è intimo e, nella sua semplicità, sincero da far male: “I’ll never write a song, Won’t even sing along , I’ll never love again, So speechless ,You left me speechless, so speechless“, canta la popstar regalandoci una delle sue migliori interpretazioni.
E’ poi la volta di altre due uptempo da applauso: Dance In The Dark, il brano migliore dell’album, prodotto con Fernando Garibay, proietta il sound spaziale della pop star verso orizzonti ancora più innovativi ed estremi, con un ritornello pop indimenticabile ed un rap (quasi una nuova versione di quello di Madonna in Vogue) che cita una serie di icone pop: da Marilyn a Diana, passando per Gesù e Kubrick. Telephone, invece, è prodotta da Darkchild e vede la partecipazione di Beyoncè: in altre parole, vi sfido a stare fermi mentre l’ascoltate.
Chiude l’ep la collaborazione con Teddy Riley, che in Teeth regala alla nostra GaGa un’atmosfera da New Orleans con un sound a metà fra il jazz da cabaret, il funk e il soul. La performance vocale, qui, è semplicemente divina.
Cos’altro aggiungere in questo trionfo di aggettivi sensazionalistici e dichiarazioni d’amore incondizionato? The Fame Monster è la conferma di un grande talento. Una star di razza che avrebbe fatto la gioia perfino di Andy Warhol e che, ora ne siamo certi, continuerà a spingere costantemente oltre i suoi confini artistici. Chi altro, in questo momento, potrebbe vantare una release, a strettissimo giro di boa dall’album d’esordio, così perfetta? Questo è POP cari signori e Lady Gaga la star 2.0 per eccellenza.
Tracklist: Bad Romance – Alejandro – Monster – Speechless – Dance in the Dark – Telephone (featuring Beyoncé) – So Happy I Could Die – Teeth
Website: http://www.ladygaga.com
# 1 Album & Song – U.K.
Novembre 15, 2009 di albymenRitorna, in versione flash, l’appuntamento con le charts: domenica quella inglese, giovedì quella americana. Poche righe che vi sveleranno, settimana per settimana, le numero 1 più hot del mondo.

A raggiungere il podio nella classifica dei SINGOLI in Inghilterra, ci sono gli inarrestabili Black Eyed Peas con il nuovo estratto Meet Me Halfway, mentre sul trono della classifica degli ALBUM siedono i JLS, con il loro lavoro di debutto omonimo, boyband concorrente della scorsa edizione di X-Factor.

