In perfetta sintonia con l’arrivo dell’inverno, possiamo goderci finalmente il nuovo album di Carmen Consoli, intitolato ELETTRA. 10 brani che rappresentano un’ ennesima evoluzione nell’articolato e sempre interessante percorso artistico della cantantessa catanese.
Non c’è più traccia delle sonorita rock elettriche e rabbiose di inizio carriera, sostituite a tutti gli effetti da uno stile che designa la Consoli come una delle poche eredi della scuola italiana dei Cantautori: colta, raffinata, poetica, ma nel contempo voce delle piccole cose e di un microcosmo da provincia del Sud affacciata sul mondo. Sempre più vicina ad un nome importante come Fabrizio De Andrè che a certe colleghe d’Oltreoceano con la chiattara a cui era stata accostata nelle prime produzioni.
Il riferimento mitologico scelto per il titolo, quello del mito di Elettra, tradotto poi in psicologia come l’amore estremo per il padre, fotografa alla perfezione le atmosfere di quello che non è altro che un album d’amore. In tutte le sue forme: romantiche, mistiche, filiali, dolorose. Perfino brutali e criminali, in quello che amore non è, ma esattamente il suo opposto.
Ad aprire l’album è Mandaci Una Cartolina, saluto in musica al padre scomparso che non cade, però, nel tranello del pietismo e affresca, invece, con ironia, modi di dire e immagini di serenità quoditiana l’addio all’amato genitore. Il tutto sostenuto da un’arrangiamento volutamente solare e (quasi) spensierato.
C’è poi il primo singolo, Non Molto Lontano Da Qui (di cui vi avevo parlato QUI) dall’atmosfera acustica e minimalista, ma nel contempo dal sapore pop: unica concessione alla radiofonicità, che non trova – giustamente – molto spazio in un lavoro di questa caratura. Meritano poi di essere citate Perturbazione Atlantica e Sud Est, che raccontano rispettivamente momenti e sensazioni molto diverse legate all’amore: la prima, con ricche metafore atmosferiche, la seconda con tormentati viaggi da Odissea.
Mio Zio è sicuramente il brano più incisivo dell’album. Il resoconto crudo di uno stupro consumato in famiglia che colpisce lo stomaco e il cuore con un testo diretto (che alterna la voce della vittima a quella del carnefice) e la voce urlata e deformata di Carmen, al massimo delle sue doti interpretative.
Ci sono poi l’intensa Col Nome Giusto, il divertissement in dialetto siciliano di ‘A Finestra e la sperimentale collaborazione con Franco Battiato in Marie Ti Amiamo: quasi un passaggio di testimone fra due generazioni di musica pop colta made in Sicilia.
Convince meno, la title track Elettra, che lascia intravedere la vecchia Consoli, col racconto di vita di una prostituta, mentre il brano di chiusura Ventunodieciduemilatrenta lascia senza fiato per la perfezione poetica e l’arrangiamento sublime.
E’ un album che merita un ascolto attentissimo (e questa lunga recensione lo testimonia), in cui il consueto stile personale e forbito di Carmen raggiunge il pieno della maturità artistica: vola verso vette alte, ma non si incarta su se stesso rischiando di diventare inaccessibile. Prosegue dritto per un’incessante ricerca musicale, ma senza dimenticare la melodia (pop)olare.
Carmen si fa voce di una, nessuna, centomila donne (concedeteci la citazione da un altro siciliano illustre, Pirandello, con cui la Consoli ha più di un punto in comune), rimanendo fedele al suo stile narrativo, compositivo ed interpretativo davvero unico nel panorama italiano. C’è un solo modo per vivere l’ascolto di un album così: perdercisi. A tenervi per mano, poi, ci penserà la Cantantessa.
Tracklist: Mandaci una cartolina - Perturbazione atlantica - Non molto lontano da qui - Mio zio - Sud Est – Marie ti amiamo (con Franco Battiato) - ‘A finestra – Col nome giusto – Elettra – Ventunodieciduemilatrenta
Website: http://www.carmenconsoli.it/